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Primavera della letteratura italiana DAS ANGEHALTENE LEBEN Incontro con l'autore Maurizio Torchio

Data:

26/04/2017


Primavera della letteratura italiana DAS ANGEHALTENE LEBEN Incontro con l'autore Maurizio Torchio

#primavera_italiana 

Maurizio Torchio:
Das angehaltene Leben 
 
Paul Zsolnay Verlag 2017
(aus dem Ital. von Annette Kopetzki. Orig.: Cattivi, Einaudi 2015)

presentazione del libro con l'autore Maurizio Torchio 
Moderazione: Luigi Reitani 


In lingua italiana con traduzione simultanea

In collaborazione con Paul Zsolnay Verlag

  
«La cella è lunga quattro passi e larga un paio di braccia tese. Se mi alzo in punta di piedi tocco il soffitto. È uno spazio a misura d'uomo. A misura mia».

Quello che scorre in cella d'isolamento è un tempo puro, svuotato di eventi. Tanto da far sembrare i giorni di chi può vedere la luce del sole - seppure attraverso le sbarre - come un luogo di libertà, fantasticato per sentito dire. Il mondo di fuori è piú evanescente ancora, piú irreale del passato, o dei sogni. Cresce allora la tentazione di chiamare il carcere casa, e farlo abitare dai ricordi: «Se ti svegli con il batticuore, per fortuna la prigione è lí che ti aspetta. Ti tiene sollevato, separato da terra, inchiodato con la branda nel muro. Sente i tuoi movimenti. Mentre dormi, la prigione trattiene il fiato per ascoltare il tuo respiro». L'orizzonte si restringe un istante dopo l'altro, ma anche i desideri cambiano forma: l'amore per chi si prende cura di te - non importa quanto crudelmente - dà l'innesco a una Sindrome di Stoccolma universale. Un incrocio di solitudini che accomuna carcerati e carcerieri, fino a estendersi all'intera prigione, compreso chi è apparentemente escluso da ogni società e gerarchia. Cattivi è un romanzo di parole e sentimenti compressi, storpiati dalle cattività che li restringono. Ma anche una storia di sopravvivenza in condizioni estreme. Dando fiato a una voce che finisce per diventare l'essenza stessa della reclusione, Maurizio Torchio è riuscito nel miracolo di descrivere, senza mai giudicare, i fili invisibili che legano carnefici e vittime. Il cibo, il sesso, i rumori, l'attaccamento appassionato agli oggetti, servono a parlare di ogni spazio chiuso. A raccontare ogni attesa vana, ogni dolore ripetuto che nella ripetizione trova un balsamo. Fino all'ostinata irragionevole speranza nel dopo, perché «tutta la vita non consumata dev'essersi conservata, in qualche modo, da qualche parte. Dovrà arrivare. Non può essere evaporata semplicemente passeggiando, dormendo».


Maurizio Torchio è nato a Torino nel 1970. Ha pubblicato la raccolta di racconti Tecnologie affettive (Sironi 2004) e i romanzi Piccoli animali (Einaudi, 2009) e Cattivi (Einaudi, 2015).
Il suo sito è www.mauriziotorchio.com


    

Informazioni

Data: Mer 26 Apr 2017

Orario: Dalle 19:00 alle 20:30

Organizzato da : Istituto Italiano di Cultura di Berlino

In collaborazione con : Zsolnay Verlag

Ingresso : Libero


Luogo:

Istituto Italiano di Cultura di Berlino, Hildebran

Testata:

#primavera_italiana

Autore:

Maurizio Torchio

Tags:

Lettura

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